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Ma è poi vero che gli ingegneri non servono più, che non serve una garanzia per la loro preparazione?

18/01/2010 ICT

L’Ingegneria e le infrastrutture critiche in Italia

Giulio Destri – Commissione Informatica, Ordine degli Ingegneri di Cremona

Negli ultimi anni, per svariati motivi, è stato perpetrato da vari soggetti un vero e proprio attacco ai nostri ordini professionali, così come a quelli dei Geometri e degli Architetti. In particolare si è teso a svalutare la figura del professionista ed il ruolo dell’Ordine come garante per legge della professionalità dei propri iscritti.

Ma è poi vero che gli ingegneri non servono più, che non serve una garanzia per la loro preparazione?.

Consideriamo l’insieme di tutte le infrastrutture su cui poggia il nostro paese. Le reti di trasporti sono formate da strade, ferrovie con i loro ponti viadotti, gallerie, da porti ed aeroporti, con le loro infrastrutture. Acquedotti portano l’acqua nelle nostre case, oleodotti e metanodotti trasportano l’energia..

Le centrali elettriche producono l’elettricità che enormi reti distributive portano nelle industrie, negli edifici pubblici e nelle nostre case. Le industrie sono altamente automatizzate, macchine complesse affiancano da decenni il lavoro umano. Reti di telecomunicazioni rendono possibile comunicare e, almeno in parte, anche lavorare a distanza. E grandi reti di calcolatori coordinano e rendono possibile il funzionamento di tutto questo. E controllori industriali, coordinati dai computer, governano il funzionamento delle catene di produzione..

Senza le infrastrutture la nostra civiltà semplicemente non esisterebbe. Il nostro paese non si reggerebbe in piedi. Ma senza gli ingegneri civili ed ambientali, senza gli ingegneri industriali e senza gli ingegneri dell’informazione semplicemente non esisterebbero le infrastrutture, in quanto sono ingegneri che le pensano e le progettano e, spesso, dirigono anche i lavori per la loro realizzazione e il loro collaudo..

E una grande critica che gli stranieri, in particolare i nostri vicini europei, ci portano è legata alla scarsa qualità delle infrastrutture italiane, che minano alla base la nostra competitività e rendono non appetibile il nostro paese per gli investimenti stranieri, purtroppo accompagnate da altri gravi difetti del sistema Italia..

La qualità ovviamente costa. La qualità parte dalla progettazione di un’opera, per proseguire nella sua realizzazione e nel suo mantenimento successivo alla entrata in esercizio. E gli Ordini professionali sono nati come garanti della qualità. E il professionista che svolge un lavoro con qualità deve essere remunerato adeguatamente per garantirsi il tempo speso per lo studio ed il continuo aggiornamento..

Il settore sicuramente più debole dei tre è quello dell’informazione, ove, a causa di ambiguità o ignoranza delle leggi la professionalità non è adeguatamente protetta..

Eppure il DPR 328/01 regola la disciplina delle competenze degli ingegneri dell'informazione, ovvero ad essi assegna “la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni” nonché qualsiasi attività che “implica l'uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di strutture, sistemi e processi complessi o innovativi.”.

Eppure il DPR 34 del 25-01-2000 e il D. Lgs 163 del 12-04-2006 ribadiscono i concetti: nel primo decreto le reti informatiche sono considerate 'lavori', nel secondo si stabilisce che i 'lavori' debbano essere soggetti alla procedura di progettazione, direzione lavori e collaudo. Eppure il CNI ha ribadito con il proprio documento 316/U/08 questa regolamentazione, con riferimento a quanto espresso dalla Corte di Giustizia (Causa C 412/04) su invito della Commissione Europea..

Ciò nonostante la pubblica amministrazione ancora ignora le leggi e tranquillamente vengono scritti documenti e linee guida come il “Dizionario dei profili di competenza per le professioni ICT” che ignorano le leggi e riducono i lavori ICT a semplice 'fornitura' non considerandoli 'lavori', paragonando indirettamente l'acquisto di sistemi informatici all'acquisto delle penne e della carta, forniture appunto; si parla di una classe di fornitura denominata “Ingegneria e Manodopera”(sic), assimilando indirettamente gli ingegneri alla manodopera..

Volendo semplicemente pensare che azioni come questa vengano fatte per ignoranza e non per cattiva volontà o peggio, viene spontaneo fare una riflessione. Un recente spot contro l'omofobia pone domande del tipo: quando accompagnate vostra moglie all’ospedale vi interessa sapere se l’autista dell’ambulanza assomiglia a suo padre o a sua madre, o il numero di scarpe dell’infermiere?

Si può provare ad adattare la situazione e farsi le seguenti domande.

Quando entrate in ospedale e i vostri dati sono registrati su un computer: vi interessa sapere chi ha progettato (e come) il programma da cui dipende la vostra vita?

Quando entrate in banca e chiedete l'estratto conto: vi interessa sapere chi ha progettato (e come) il programma da cui dipende la vostra condizione economica? Un esempio recente di tutto questo è stato il problema dei sistemi BancoPosta.

Quando ricevete la cartella delle tasse: vi interessa sapere chi ha progettato (e come) il sistema informatico che ha elaborato i vostri dati, da cui dipende quanto dovete pagare?

Quando prendete un treno ad alta velocità: vi interessa sapere chi ha progettato (e come) il programma dei sistemi interni (il cosiddetto firmware) da cui dipende il funzionamento del treno, oltre che sapere chi e come ha progettato il treno stesso, le rotaie ed i basamenti su cui si muove ecc…?

Quando accendete la luce: vi interessa sapere chi ha progettato (e come) l’impianto elettrico di casa vostra, la linea elettrica attraverso cui la corrente vi arriva, le centrali che la producono e i sistemi informatici che governano il loro funzionamento?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Mediate gente, meditate…

Pubblicato con il consenso dell'autore.
Tratto dal "Notiziario Ordine Ingegneri di Cremona" numero 3/2009.
Autore: Giulio Destri, Commissione Informatica, Ordine degli Ingegneri di Cremona
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